Geistzeit

Geistzeit (2012) – Sector 16 ⇒ English version at the bottom

Geistzeit, tradotto “Il tempo dello spirito”, sembra risentire fortemente dell’influenza dalla “Filosofia dello Spirito” di Hegel. I Sector 16, infatti, così come il filosofo tedesco che pone alla base della sua opera la triade costituita da spirito soggettivo, oggettivo e assoluto, danno vita a un film dalla struttura tripartita in cui descrivono il processo di individuazione e autocoscienza dello spirito che si incarna nella figura di bambino, adulto e mentore.

Il film si rivela essere la rappresentazione del viaggio che ogni individuo deve intraprendere, partendo dalla propria interiorità, per identificare le manifestazioni attraverso cui lo spirito avanza progressivamente: dalle forme più semplici e immediate di conoscenza si eleva a quelle più generali e complesse fino a raggiungere il vero sapere assoluto, in cui, mediante la piena esperienza di sé stesso, giunge alla conoscenza di ciò che è in sé stesso e per sé stesso.

Un itinerario ascendentale che prende forma a partire dalla prima sequenza: un pendio di una montagna ricoperta di neve si erge maestoso davanti ai nostri occhi, come un muro invalicabile, un ostacolo alla conoscenza; un bambino, figurazione della prima tappa formativa verso l’autocoscienza dello spirito, è intento a scalare tale “muro dell’ignoranza” e, con molta fatica, riesce a raggiungerne la sommità. Qui, dopo aver scavato una buca, vi si getta dentro, dando inizio a un vero e proprio processo di materializzazione dello spirito che, come nella più antica accezione, si manifesta nelle sembianze di un soffio animatore, una coltre di fumo, che avvolge tutta la realtà.

La figura del bambino cede allora il posto a quella dell’adulto, che emerge dalla coltre nebulosa che inarrestabile si propaga dappertutto, sommergendo ogni cosa. L’uomo, dalle fattezze deformi simili a quelle di un primitivo, manifestazione esteriore dell’ignoranza interiore, sembra alla ricerca di qualcosa e riempie un’anfora con l’acqua e la sostanza gassosa, come se stesse attingendo alla fonte della conoscenza necessaria per progredire, per comprendere e comprendersi. Un processo conoscitivo che si concretizza in una lenta discesa lungo una gradinata tonante in una camera avvolta nell’oscurità, rischiarata da una flebile luce soffusa. È un luogo di apprendimento, meditazione ed elevazione che conduce l’uomo in una dimensione che trascende la realtà, svelata attraverso uno sfarfallio di immagini immerse in tonalità di blu e rossi. Si giunge, infine, alla terza figura, meta ultima del processo gnoseologico: il mentore.

L’ambientazione in continua metamorfosi rispecchia la condizione dell’uomo che si eleva spiritualmente, fino all’autocoscienza: a paesaggi spogli, caratterizzati da distruzione, seguono, al progredire dello spirito, quelli naturali, ricolmi di una vegetazione rigogliosa e sorgenti e corsi d’acqua, espressioni di vita. Lo spirito si manifesta come principio vitale, animatore e anima del mondo, che crea e genera gli elementi stessi attraverso cui è possibile raggiungerlo, ovvero la realtà immediatamente percepibile, che costituisce la base di tutto il procedimento conoscitivo. Il contenuto è fautore del contenitore in cui risiede e attraverso cui si esprime.

I Sector 16 compiono un’operazione sbalorditiva: servendosi di un linguaggio sperimentale riescono a creare un’opera profondamente immersiva ed esoterica improntata a una ricerca introspettiva e allo stesso tempo universale che mira a divenire fondante per il mezzo filmico.

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Voto: ♥♥♥♥♥/♥♥♥♥♥

English version

Geistzeit or “The Time of the Spirit”, seems to be strongly influenced by Hegel’s “Philosophy of Spirit”. In fact, Sector 16, following the German philosopher, whose theory is based on the triad of Subjective, Objective and Absolute Mind approach, give life to a three parts structured movie. Those parts describe the spirit identification and self-awareness process, represented by the figures of the child, man and mentor.

The film reveals to be the representation of the journey that every person must make, starting from his own inner reality, to identify the expressions through which the Spirit progressively moves forward: from the simpler and more immediate forms of knowing it elevates itself up to more general and complex forms, achieving at the end the true unlimited knowledge. This way, through a full experience of itself, arrives to the knowledge of what is in and for itself.

It’s a rising itinerary that takes shape since the first sequence: a slope of a snowy mountain towers majestically in front of us, like an unpassable wall, an obstacle to the knowing; a child, who represents the first step toward the Spirit self-awareness, is climbing this “wall of darkness” and, after a big effort, he reaches the summit. There, after digging a hole, he jumps in it, so starting a real process of the Spirit materialization, that, like its oldest acceptation, shows itself in the guise of an enlivening breath, a smoke layer that covers all the reality.

The man, whose misshapen features, like those of a primitive man, express externally the internal ignorance, seems looking for something and fills up an amphora with water and the gaseous substance, as though he were drawing from a spring the knowledge necessary to progress and  understand also ourselves. It’s a cognitive process that realizes itself through a slow descent of a thundering stairs in a gloomy room, brightened by a faint suffused light. It’s a place for knowing, meditating and self-raising: it leads the man into a dimension that goes beyond the reality, which is unveiled through flickering red and blue images. We come, at the end, to the third figure, the last step of the knowing process: the mentor.

The continuously transforming setting reflects the condition of the man who self raises spiritually up to the self-awareness: bare and ruined landscapes are replaced, as the Spirit progresses, by natural views, full of luxuriant vegetation and water springs, which are an expression of the life. The spirit shows itself as vital origin, the world life and soul at the same time: it creates the elements that allow to reach it, e.g.  the immediately perceivable reality, that’s the base of the cognitive process. The content supports the container, because the former lives   and expresses itself in the latter.

Sector 16 perform an incredible operation: by using an experimental language they create a deeply esoteric movie, characterized by an introspective and at the same time universal search, aimed to become a foundation of the film making art.

Rating: ♥♥♥♥♥/♥♥♥♥♥

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