IN QUARANTENA CON IL CINEMA


Il COVID-19, purtroppo, ci obbliga a restare rintanti nelle nostre case. Se non sapete come spendere il vostro tempo, ecco alcuni film che potete recuperare in questa particolare situazione da reclusi:

10. Love Exposure (2008) – Sion Sono                                                                              3h 57m

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L’amore secondo Sion Sono. Un’opera folle, dissacrante, ma soprattutto romantica, che nonostante la durata risulta facilmente fruibile.

9. An Elephant Sitting Still (2018) – Hu Bo                                                                       3h 54m

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Il lasciato del regista Hu Bo, che al termine del montaggio si è tolto la vita, è un’opera che riflette probabilmente la visione del mondo del suo autore: un modo spietato, crudele e privo di alcuna compassione per individui come i quattro protagonisti che, ciascuno segnato dalla vita per un motivo diverso, sembrano ancora legati a questo mondo dal solo desiderio di vedere, a Manzhouli, un elefante che se ne sta tutto il giorno immobile, seduto, come se il resto del mondo non esistesse.

8. ‘Til Madness Do Us Part  (2008) – Wang Bing                                                              3h 48m

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Wang Bing mostra la miserabile quotidianità dei pazienti reclusi in un manicomio dello Yunnan (Cina). Non tutti però sono confinati in questo luogo per disturbi mentali, ma anche per le proprie convizioni politiche.

7. Nymphomaniac (2013) – Lars von Trier                                                                       5h 30m

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L’ultimo capitolo della c.d. Trilogia della depressione (insieme ad Antichrist e a Melancholia), Nymphomaniac è forse anche l’opera più raprresentativa di tutto il cinema del regista. Una dipendenza, quella sessuale, diventa per il cineasta danese, mediante una narrazione sublime, il preteso per trattare in modo penetarante e definitivo tutti quei temi che hanno caratterizzato la sua filmografia: depressione, autodsitruzione, solitudine, disagio esistenziale, identità di genere e crudeltà della natura.

6. Jeanne Dielman, 23, quai du commerce, 1080 Bruxelles (1975) – Chantal Akerman                                                                                                                                                        3 h 45m

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Descritto dal New York Times come “il primo capolavoro femminile nella storia del cinema”, Jeanne Dielman è tra le opere più affascinanti e disturbanti nello stesso tempo che si possa mai vedere.

5. Near Death (1989) – Frederick Wiseman                                                                     5h 46m

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Monumentale documentario di quasi 6 ore, Near Death descrive la quotidianità all’interno del reparto di terapia intensiva dell’ospedale Beth Israel di Boston: come le persone affrontano la morte e, più in particolare, le complesse relazioni tra pazienti, famiglie, medici, infermieri, personale ospedaliero e tutti quei soggetti coinvolti nelle decisioni circa l’opportunità o meno di adottare un determinato trattamento ai pazienti e in quelle critiche sulla vita o sulla morte.

4. Century of Birthing (2011) – Lav Diaz                                                                                    6h

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Un’opera sublime che in una matrioska metacinematografica narra la storia di un regista in crisi, di una  ex-suora in cerca di esperienze mai provate e di una setta di fanatici religiosi.

3. As I Was Moving Ahead Occasionally I Saw Brief Glimpses of Beauty (2000) – Jonas Mekas                                                                                                                                         4h 48m

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Un’opera artistica irripetibile che rispecchia l’autentico significato della vitaun bellissimo atto di amore nei confronti del cinema e della vita stessa. Continua

2. Satantango (1994) – Béla Tarr                                                                                        7h 30m

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Uno dei capolavori assoluti di Tarr, Satantango è una lenta danza, lunga sette ore e mezza, in una realtà apocalittica senza tempo.

1.  Filmografia Andrej Tarkovskij

Se non avete ancora visto i capolavori del maestro russo, è giunto il momento di farlo.

“L’artista crea istintivamente, egli non sa perché proprio in quel momento fa una cosa oppure un’altra, scrive proprio di questo, dipinge proprio questo. Soltanto dopo egli comincia ad analizzare, a trovare spiegazioni, a filosofeggiare e giunge alle risposte che non hanno nulla in comune con l’istinto, col bisogno istintivo di fare, creare, esprimere sé stesso. In un certo senso la creazione è rappresentazione dell’essenza spirituale nell’uomo ed è la contrapposizione all’essenza fisica; la creazione è in un certo senso la dimostrazione dell’esistenza di questa essenza spirituale”.

“Il cinema è l’unica forma d’arte che – proprio perché operante all’interno del concetto e dimensione di tempo – è in grado di riprodurre l’effettiva consistenza del tempo – l’essenza della realtà – fissandolo e conservandolo per sempre”.

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